Quel che accade, per necessità.

 

 

È accaduto il tempo come tutto il resto, è accaduto il bene e il male per necessità che non si è mai visto il bene viaggiare da solo. E’ accaduto  il tempo e gli annessi e i connessi, è accaduto il rumore e il silenzio per necessità, che non si è mai visto il rumore viaggiare da solo. E’ accaduto il mio viso nuovo, gli occhi neri sempre loro, la bocca è ancora lì ma pronuncia parole diverse, parole che cambiano i lineamenti.

È accaduto il tempo e chi è andato via come tutto il resto, si va e si torna per necessità che non si è mai vista l’andata senza il ritorno perché allora non è andare via ma nascondersi un attimo e restare comunque. È accaduto il pensiero ed era un pensiero buono ed è accaduto un pensiero che era cattivo per necessità che non si è mai visto il buono viaggiare da solo.

È accaduto il tempo come tutto il resto, è accaduto lo strappo e il filo da cucito per necessità, che non si è mai visto un brandello viaggiare da solo, nemmeno un brandello di carne o di cuore o di anima perché tutto viene rabberciato almeno una volta e se regge regge altrimenti è accaduto il peggio e solo dopo accade il meglio per necessità perché non si è mai visto il peggio viaggiare da solo.

È accaduto il tempo e chi è arrivato come tutto il resto, si arriva per ripartire che non si è mai visto l’arrivo senza la partenza, è accaduto un sorriso e le lacrime per necessità, che non si è mai visto un sorriso viaggiare da solo. E’ accaduto il mio corpo nuovo, le ossa strette sempre loro, il seno piccolo è ancora lì, ma ha nutrito di speranze, speranze che cambiano le forme.

E’ accaduto il tempo e quel che resta, i ricordi e la nostalgia per necessità che non si è mai visto un ricordo viaggiare da solo. E’ accaduto  l’incanto e il disincanto per necessità, che non si è mai visto l’incanto viaggiare da solo. E’ accaduto l’incomprensibile e lui, si, lui si, viaggia da solo.